È il quadrato, letto al contrario
Ogni operazione che impari ha la sua gemella che la disfa. L’addizione ha la sottrazione, la moltiplicazione ha la divisione. Anche l’elevamento a potenza ce l’ha, e si chiama radice.
7² = 49, quindi √49 = 7
Non c’è niente di nuovo da imparare: è la stessa relazione fra 7 e 49, guardata dall’altra parte. Quando elevi al quadrato conosci il lato e cerchi l’area; quando fai la radice conosci l’area e cerchi il lato.
Ed è proprio questa la domanda che la radice risponde:
Qual è il numero che, moltiplicato per se stesso, dà questo risultato?
Tienila in mente, perché è il modo più veloce per calcolare qualunque radice: non cercare la radice, cerca il numero che al quadrato ci arriva.
I termini
Il simbolo √ si chiama segno di radice. Il numero che ci sta sotto è il radicando, il risultato è la radice.
In √49 = 7, il radicando è 49 e la radice è 7.
I quadrati perfetti
Alcuni numeri hanno una radice esatta, perché nascono dal quadrato di un numero intero: si chiamano quadrati perfetti.
| n | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| n² | 1 | 4 | 9 | 16 | 25 | 36 | 49 | 64 | 81 | 100 | 121 | 144 | 169 | 196 | 225 |
Questa tabella va saputa a memoria come le tabelline, e conviene arrivare almeno fino a 15² = 225 e sapere che 20² = 400. Non è studio in più: è quello che ti permetterà di chiudere a mente i problemi con il teorema di Pitagora, dove le radici che escono sono quasi sempre di quadrati perfetti scelti apposta.
Numeri grandi: la scomposizione in fattori primi
Con numeri come 576 o 1296 la memoria non basta e la stima non serve, perché la radice è esatta. Si usa la scomposizione in fattori primi, con una regola sola:
Il numero è un quadrato perfetto se tutti gli esponenti sono pari. Per estrarre la radice si dimezzano gli esponenti.
È il metodo che i professori chiedono prima di arrivare a Pitagora, e funziona con qualunque numero, per quanto grande.
Le tavole numeriche
Alle medie la stima a mente si affianca alle tavole numeriche, le pagine in fondo al libro con cinque colonne: , , , , .
Si usano in due versi, ed è utile saperli tutti e due:
- cerchi √50? Trovi 50 nella colonna e leggi nella colonna : 7,0711;
- cerchi √1296? Trovi 1296 nella colonna e risali a sinistra alla colonna : 36.
Quando il numero non è un quadrato perfetto
La maggior parte dei numeri non ha una radice intera. √50, per esempio, non è un numero “pulito”: vale 7,0710678… e le cifre non finiscono mai.
In seconda media non serve calcolarla con precisione: serve incastrarla fra due interi.
7² = 49 e 8² = 64
49 < 50 < 64, quindi 7 < √50 < 8
E si può stringere ancora guardando quanto è vicino il radicando ai due estremi: 50 è a un passo da 49 e lontanissimo da 64, quindi √50 è di pochissimo sopra 7. Infatti fa 7,07.
Prova con 60: sta ancora fra 49 e 64, ma stavolta è vicino a 64, quindi √60 è poco sotto 8. Fa 7,75.
Due casi da conoscere
Lo zero e l’uno si comportano come sempre: √0 = 0 e √1 = 1, perché 0 × 0 = 0 e 1 × 1 = 1.
I numeri negativi non hanno radice quadrata. Non è una regola scomoda, è una conseguenza: qualunque numero moltiplicato per se stesso dà un risultato positivo, sia che parta positivo (3 × 3 = 9) sia che parta negativo (−3 × −3 = 9). Quindi nessun numero al quadrato può dare −9, e √−9 non esiste.
A cosa serve davvero
La radice quadrata sembra un’operazione da esercizio, e invece è la chiave che apre metà della geometria di seconda media.
Con il teorema di Pitagora arrivi sempre allo stesso punto: hai sommato i quadrati dei due cateti e ti ritrovi con il quadrato dell’ipotenusa. Ma a te serve l’ipotenusa, non il suo quadrato, e per tornare indietro c’è una sola strada.
cateti 3 e 4 → 3² + 4² = 9 + 16 = 25 → ipotenusa = √25 = 5
Senza la radice, Pitagora resterebbe a metà.
Se ti blocchi: parti dai quadrati che sai
Non provare a indovinare la radice. Fai il contrario: scrivi i quadrati che conosci e guarda dove cade il tuo numero.
Per √180 scrivi la fila: 100, 121, 144, 169, 196, 225. Il 180 sta fra 169 (13²) e 196 (14²), quindi la radice sta fra 13 e 14.
Poi guarda a chi è più vicino: 180 è quasi a metà, un po’ più vicino a 169, quindi la risposta è circa 13,4.
Con questo metodo non serve nessuna calcolatrice, e nelle verifiche di seconda media la domanda è quasi sempre proprio “fra quali due interi è compresa”.
✎ Esercizio svolto
Fra quali due numeri interi consecutivi è compresa la radice quadrata di 50? E quanto vale √81?
- Cerca i quadrati perfetti vicini a 50 7² = 49 e 8² = 64. Il 50 sta fra questi due, quindi la sua radice sta fra 7 e 8.
- Stringi la stima 50 è vicinissimo a 49 e lontanissimo da 64, quindi √50 è poco più di 7. Il valore vero è 7,07.
- Passa a 81 81 è un quadrato perfetto: 9 × 9 = 81.
- Concludi Quindi √81 = 9 esatto, senza approssimazioni.
Soluzione: √50 è compresa fra 7 e 8 (vale circa 7,07); √81 = 9.
▶ Lo vedi nel gioco
Ecco come questo argomento prende vita dentro il videogioco Math Legacy.
Video gameplay in arrivo
Presto qui vedrai l'argomento affrontato dentro il videogioco Math Legacy.
Domande frequenti
Che cos'è la radice quadrata?
È l'operazione inversa dell'elevamento al quadrato: la radice quadrata di 49 è il numero che moltiplicato per se stesso dà 49, cioè 7.
Come si chiamano i termini della radice?
Il numero sotto il segno si chiama radicando, il risultato si chiama radice. In √49 = 7 il radicando è 49.
Che cosa sono i quadrati perfetti?
I numeri che nascono dal quadrato di un intero: 1, 4, 9, 16, 25, 36, 49, 64, 81, 100. La loro radice è un numero intero.
Come si calcola una radice che non è un quadrato perfetto?
Si stima fra i due quadrati perfetti più vicini: √50 sta fra 7 e 8, perché 49 e 64 sono i quadrati che la racchiudono.
Perché la radice quadrata di un numero negativo non esiste?
Perché nessun numero moltiplicato per se stesso dà un risultato negativo: sia i positivi sia i negativi danno un quadrato positivo.
Quanto vale la radice quadrata di 0 e di 1?
√0 = 0 e √1 = 1, perché 0 × 0 = 0 e 1 × 1 = 1.
A cosa serve la radice quadrata?
Serve soprattutto con il teorema di Pitagora: dopo aver sommato i quadrati dei cateti, è la radice a restituire la lunghezza dell'ipotenusa.