Una freccia sola descrive tutta la figura
La traslazione è la più semplice delle tre isometrie, e il motivo è tutto in una proprietà:
Tutti i punti si spostano allo stesso modo.
Stessa direzione, stesso verso, stessa quantità. Non c’è un punto che si muove più di un altro, non c’è un punto che resta fermo.
E allora succede una cosa comoda: per descrivere lo spostamento di tutta la figura basta descrivere quello di un punto solo. Se sai dov’è finito il vertice A, sai anche dove sono finiti B e C, perché hanno fatto lo stesso percorso.
La freccia che porta questa informazione si chiama vettore, e la traslazione è forse il primo posto in cui lo incontri. Non è un oggetto complicato: è una freccia disegnata su un foglio.
Le tre informazioni del vettore
Una freccia dice tre cose insieme, e servono tutte e tre:
- la direzione: la retta lungo cui ci si muove, cioè l’inclinazione;
- il verso: da che parte si va lungo quella retta, indicato dalla punta;
- il modulo: la lunghezza della freccia, cioè di quanto ci si sposta.
Direzione e verso si confondono spesso. La differenza è questa: due frecce orizzontali hanno la stessa direzione, ma se una punta a destra e l’altra a sinistra hanno verso opposto.
Cambia una sola delle tre informazioni e la traslazione è un’altra.
Come si trasla una figura
Sul quaderno a quadretti il procedimento è meccanico:
- leggi il vettore in quadretti, per esempio “5 a destra e 2 in alto”;
- applicalo a ogni vertice, uno alla volta, contando i quadretti;
- unisci i nuovi vertici nello stesso ordine.
Non serve traslare tutti i punti della figura: bastano i vertici, perché i lati vengono da sé.
Se lavori sul piano cartesiano è ancora più immediato: basta sommare i quadretti alle coordinate. Con un vettore di “+5 a destra e +2 in alto”, il punto A(1; 3) diventa A’(1+5; 3+2) = A’(6; 5).
Il controllo finale è sempre lo stesso: i segmenti che uniscono ogni punto al suo trasformato (AA’, BB’, CC’) devono essere tutti paralleli e tutti della stessa lunghezza. Se uno è storto o più corto, hai contato male i quadretti.
Cosa cambia e cosa no
La traslazione è un’isometria, quindi:
- i lati restano uguali;
- gli angoli restano uguali;
- l’area resta uguale;
- il verso di percorrenza resta lo stesso: la figura non si capovolge.
Quest’ultimo punto la distingue dalla simmetria assiale, che invece specchia. Nella traslazione la figura resta “dalla stessa parte”, come un foglio fatto scivolare sul tavolo senza mai sollevarlo.
E cambia solo una cosa: la posizione. Ogni singolo punto si è spostato, nessuno escluso.
Nessun punto resta fermo
Questa è la caratteristica che identifica la traslazione fra le tre isometrie.
| Isometria | Punti che restano fermi |
|---|---|
| simmetria assiale | tutti quelli dell’asse |
| simmetria centrale | solo il centro |
| rotazione | solo il centro |
| traslazione | nessuno |
Se in un esercizio ti dicono che un punto della figura è rimasto al suo posto, quella non è una traslazione. È un controllo che chiude molte domande a risposta multipla.
Traslazioni una dopo l’altra
Se applichi due traslazioni di fila, il risultato è ancora una traslazione.
Il nuovo vettore si ottiene mettendo la seconda freccia in coda alla prima e unendo l’inizio con la fine: è la somma dei due spostamenti.
3 a destra e 1 in alto, poi 2 a destra e 4 in alto → in tutto 5 a destra e 5 in alto
È lo stesso ragionamento di quando fai due spostamenti su una mappa: quello che conta è dove sei arrivato rispetto a dove eri partito.
Se ti blocchi: conta i quadretti su un vertice solo
Quando devi traslare una figura e ti perdi, non guardare tutta la figura insieme.
Prendi un vertice solo, contane lo spostamento in quadretti (tante a destra o sinistra, tante in su o in giù) e scrivi quei due numeri a lato.
Poi applica quegli stessi due numeri a ogni altro vertice, uno per volta. Non devi ripensare al vettore ogni volta: è sempre lo stesso.
E se l’esercizio ti dà la figura di partenza e quella di arrivo e chiede il vettore, fai il contrario: scegli un vertice qualsiasi e conta di quanto si è spostato. Quella è la risposta, e vale per tutti gli altri.
✎ Esercizio svolto
Un triangolo ha un vertice in A. Dopo una traslazione, A finisce in A' che si trova 5 quadretti a destra e 2 in alto. Dove finiscono gli altri due vertici?
- Leggi il vettore Lo spostamento di A dice tutto il vettore: 5 a destra e 2 in alto.
- Applica la proprietà della traslazione Nella traslazione tutti i punti si spostano allo stesso modo, quindi anche B e C fanno 5 a destra e 2 in alto.
- Costruisci i punti Da B conta 5 quadretti a destra e 2 in su e segna B'. Ripeti da C per ottenere C'.
- Controlla il risultato I segmenti AA', BB' e CC' devono risultare paralleli e uguali fra loro. Se non lo sono, hai contato male.
Soluzione: Ogni vertice si sposta di 5 quadretti a destra e 2 in alto: i segmenti AA', BB' e CC' sono paralleli e uguali.
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Domande frequenti
Che cos'è una traslazione?
Uno spostamento in cui tutti i punti di una figura si muovono nella stessa direzione, verso e quantità. La figura scivola senza girare.
Che cos'è il vettore di traslazione?
La freccia che descrive lo spostamento. Porta tre informazioni: direzione, verso e modulo, cioè la lunghezza.
Che differenza c'è fra direzione e verso?
La direzione è la retta lungo cui si va, il verso dice da che parte si percorre. Stessa direzione può significare avanti oppure indietro.
Nella traslazione qualche punto resta fermo?
No, nessuno. Nelle simmetrie invece restano fermi i punti dell'asse o il centro.
Come si riconosce una traslazione da un disegno?
I segmenti che uniscono ogni punto al suo trasformato sono tutti paralleli e della stessa lunghezza.
La figura traslata è uguale a quella di partenza?
Sì, identica: la traslazione è un'isometria, quindi conserva lati e angoli e non capovolge la figura.
Due traslazioni di fila cosa danno?
Un'altra traslazione, con un vettore che è la somma dei due spostamenti.